Storia del Santo


gabriele

La Vita

San Gabriele nasce il 1° marzo 1838 ad Assisi (Perugia) da famiglia aristocratica. E’  l’undicesimo di tredici figli di Sante Possenti, sindaco della città, e Agnese Frisciotti. Lo battezzano lo stesso giorno con il nome dell’illustre concittadino, Francesco.  A  tredici anni affronta gli studi liceali nel collegio dei gesuiti. E’ intelligente, esuberante, vivace, riesce ottimamente soprattutto nelle materie letterarie. Elegante, vivace, spigliato, diventa un punto di attrazione per la sua allegria. Organizza partite di caccia, partecipa a passeggiate e scampagnate, va volentieri a teatro col padre e le sorelle, va a ballare (è anche conosciuto come “il ballerino”), anima le serate nei salotti di Spoleto. Di animo buono, generoso sensibile alle sofferenze dei poveri, ama la preghiera.  Purtroppo, i ripetuti lutti familiari, prima la mamma poi la sorella, e alcune sue brutte  malattie gli fanno apparire le gioie umane brevi ed inconsistenti.  Il 22 agosto  1856, durante la processione, quando l’immagine della Madonna del duomo gli passa davanti,  risuonano nel suo cuore chiare parole: “Francesco, cosa stai a fare nel mondo? Segui la tua vocazione!” .Questa volta non riesce a resistere, è la madre che lo chiama. Lui, il ballerino elegante, il brillante animatore dei salotti di Spoleto, sceglie di entrare nell’istituto austero dei passionisti, fondato nel 1720 da San Paolo della Croce con lo scopo di annunciare, attraverso la vita contemplativa e l’apostolato, l’amore di Dio rivelato nella Passione di Cristo. A 18 anni dunque Francesco volta pagina e cambia anche nome: d’ora in poi si chiamerà Gabriele dell’Addolorata, perché sia chiaro che il passato non esiste più. La scelta della vita religiosa è radicale fin dall ‘ inizio. Ha trovato finalmente la pace del cuore e la felicità.  A fine 1861 si ammala di tubercolosi; ogni cura risulta vana.  Purtroppo non riesce a diventare sacerdote anche perché le difficoltà politiche impediscono nuove ordinazioni. Gabriele si rende conto che non c’è niente da fare. Il viaggio terreno è  finito, ma non si sconvolge, quel che conta è solo la volontà di Dio, infatti Gabriele scrive:  “Così vuole Dio, così voglio anch’io”. La mattina del 27 Febbraio 1862 “al sorgere del sole” Gabriele saluta tutti, promette di ricordare tutti  in paradiso e chiede perdono e preghiere. Poi muore confortato dalla visione della Madonna che invoca per l’ultima volta: “Maria, mamma mia, fa’ presto”.

Gabriele viene dichiarato beato da San Pio X nel 1908 e sarà proclamato Santo da Benedetto XV nel 1920.
Nel 1926 diventa compatrono della gioventù cattolica italiana e nel 1959 Giovanni XXIII lo dichiara patrono d’Abruzzo. Il 30 giugno 1985 Giovanni Paolo II compie una storica visita al santuario durante la quale, in un messaggio ai giovani, trasmesso dalla Rai in mondovisione, addita il Santo come modello per le giovani generazioni.

Preghiera di San Gabriele

Nella tua vita, o San Gabriele, cercasti la volontà di Dio come la cosa più importante. L’accogliesti con serenità in ogni momento, dicevi spesso che la propria volontà a Dio non piace, aderisti con amore al piano di Dio anche quando ti chiese di morire nel colmo della giovinezza. Ottienimi la grazia di essere sempre in sintonia col disegno di Dio su di me. Insegnami ad accettare gli eventi di ogni giorno, anche imprevisti e dolorosi, come occasioni in cui Dio mi vuole incontrare e mi rende possibile di offrirgli il mio amore. Così sia.

Padre, Ave e Gloria.

Per approfondimenti : Sito Web Santuario San Gabriele dell’Addolorata