TAGLI DI LUCE


Quando ci sentiamo feriti, siamo come separati, in balìa dei nostri limiti, staccati e disconnessi da tutto, anche da noi stessi, privati di quella capacità di aspettare i tempi necessari.

C’è solo tempesta e il grido, che ci sfigura il viso, fuoriesce muto, rimane dentro e scava, cristallizzando rughe sul cuore che diventano solchi.

Nella storia di ognuno rimane come un pezzo mancante, resta il vuoto, scuro come un’ombra infetta, e quello che è stato tolto non torna.

Quel vuoto sembra solo fatica, terra arida, che non serve nemmeno a piantarci un palo.

E quella durezza, polverosa e spenta, non è più abitata da nessuno, come una città fantasma.

Quella roccia, che copre di buio le nostre paure, quella roccia sono io, sei tu, siamo noi.

È la nostra storia, fragile e spaccata in mille pezzi, il nostro fango e noi, invisibili nel vento, non riusciamo più a riconoscerla, non riusciamo più ad abitarla. Ma è tutto quello che abbiamo.

Cacciati e persi, incapaci di controllare e arrivare a tutto, incapaci di fermarci, incapaci di capire, parlare, condividere, incapaci di fare spazio a qualsiasi incontro, barcolliamo, con gli occhi pesanti, incapaci di mantenerli aperti.

E siamo sempre più lontani, dagli altri, da noi stessi e da Te… vaghiamo come fuscelli invisibili e incolori tra le strade del mondo popolate da persone senza volto attaccate a una croce.

E nei piedi stanchi, feriti, pieni di strade sbagliate, c’è solo il silenzio e il dubbio di non farcela.

La nostra inconsistenza, la nostra assenza di risposte, il nostro nome dimenticato, rende a volte il vivere di ogni giorno, un luogo insopportabile, che apre la terra sotto i nostri passi.

Ma Tu non dimentichi il nome di nessuno, ci aspetti, ci liberi, abiti nelle nostre ferite, pianti la croce nel nostro vuoto.

Rendi le pietre che abbiamo nel cuore sorgenti, riempi della tua parola i nostri tagli, riempi di promesse la nostra sofferenza.

Ci chiedi di non aver paura di condividere, di lasciar fare a Te, di permettere l’innesto tra il nostro cuore infetto e il tuo.

Ci chiedi di restare in silenzio mentre lavi i nostri piedi sporchi, ci chiedi di entrare nei nostri luoghi più bui e mettere nelle Tue mani la nostra incapacità, il nostro dolore.

E le ferite, riempite della tua Parola, fanno entrare luce, spalancando l’amore di Dio nella nostra vita.

Tu, vivo per sempre, ci incontri ogni giorno, ci salvi portandoci con Te.

Portaci con Te, in quel pezzetto di Paradiso.

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